A cura di Danilo Maddalon (articolo del 2011)
In questo articolo dell’angolo tecnico esaminiamo in tono a volte semiserio un argomento molto dibattuto nelle radio e riguardo al quale hanno chiesto informazioni innumerevoli associati al CONNA: i processori audio.
Da un bel po’ di tempo questi apparati sono diventati un accessorio indispensabile al buon funzionamento di una stazione radio, ai quali si è data un’importanza sempre maggiore (forse anche un po’ troppa) nell’economia di un’emittente radio.
Alcuni di questi processori sono diventati dei veri e propri miti, costano come una berlina di lusso e offrono (a detta delle pubblicità) la garanzia del successo all’emittente: il raddoppio dei potenziali ascoltatori, un suono che tiene incollato l’ascoltatore alla stazione che lo utilizza e altre amenità del genere. Non parliamo poi dei redazionali che si leggono su note riviste del settore: “radio x triplica i propri ascoltatori da quando ha installato il processore y”, “tutti in festa a radio x da quando hanno scelto il processore y, “ora la radio si ascolta anche nelle zone difficili…….(?) e il sound è vincente”. Vabbè, per vendere si racconta di tutto, ma bere queste favole non fa molto onore alla categoria.
Sotto il generico nome di processore si cela solitamente un compressore / limitatore multibanda, dotato in genere di controlli AGC e gate in ingresso e clipper composito in uscita. A volte sono inclusi anche il generatore stereo e RDS. Tutte queste funzioni negli apparati di ultima generazione sono quasi esclusivamente gestiti da dei software molto simili tra di loro (per non dire dei cloni). Il “sound vincente” che scaturisce da questi aggeggi crea una sensazione di alto volume garantendo al contempo (se ben tarati da personale competente) il rispetto dei 75 Khz di deviazione massima consentita con volume ed equalizzazione del suono costanti.
Negli ultimi 10-15 anni si è verificato un fatto sul quale merita meditare: tutti i network nazionali e le grosse stazioni FM multiregionali inseguendo pervicacemente l’obiettivo di avere un volume più alto dei concorrenti ed un suono il più spettacolare possibile (spettacolare, non fedele) hanno adottato questo tipo di processori creando di fatto uno standard.
Il triste per coloro che conoscono il significato del termine “hi-fi” è che le nuove generazioni (ma non solo loro) cresciute a patate fritte, disco music, car stereo da 200W e ascoltando queste stazioni, sono convinti della assoluta fedeltà di questo tipo di suono. Questa considerazione non vuole sminuire affatto il lavoro di un buon processore audio nella stazione radio (si ottiene certamente un buon compromesso tra rispetto della deviazione e potenza del suono), ma non parliamo di fedeltà. Questi processori, infatti, chiamati anche massimizzatori di suono ed utilizzati già ampiamente in passato per rendere più spettacolare il suono dei vecchi master analogici anni ’70 nella loro rimasterizzazione su CD, riempiono accuratamente tutte le bande di frequenza audio anche quando nel materiale originale in una banda non ci sono frequenze o quasi, senza contare che in molti casi questi apparecchi campionano a frequenze troppo basse per evitare artefatti evidenti sulle frequenze audio oltre i 10.000 Hz.
Facciamo un esempio. Quel “sciu sciu” continuo al quale siamo ormai abituati, molto simile al rumore che fa il vostro gommista di fiducia quando regola la pressione delle gomme, non esiste (mi pare ovvio) in alcun suono dal vivo che non sia già una base elettronica (le spazzole della batteria si usano ogni tanto …), però riempie e nasconde il fruscio se c’è. Quindi va bene, ok. Ma la fedeltà audio forse è un’altra cosa?
Tutto questo per farvi considerare le promesse della pubblicità in un modo più approfondito.
Ora veniamo a quella che è la domanda che più hanno fatto gli associati del CONNA: quale processore posso acquistare senza dover accendere un mutuo e che mi dia comunque un buon suono nella giusta deviazione?
Poichè come abbiamo considerato sopra ci sono scuole di pensiero diverse su cosa significa un “buon suono”, nella pagina successiva presentiamo alcuni apparati di prezzo contenuto e buone prestazioni che possono soddisfare varie esigenze, con allegati alcuni commenti e considerazioni sul modello e sulle sue caratteristiche.
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Behringer Composer Pro
Un ottimo apparecchio a prezzo imbattibile (circa 120 Euro) basato su DSP con un suono comunque abbastanza “caldo”, gate regolabile finemente, precompressione con tasto “AUTO” per principianti, limitatore a clipper composito che lavora anche come AGC. Possiede un algoritmo massimizzatore del suono non estremo ma efficace che produce un buon impatto sonoro mantenendo comunque un suono molto fedele all’originale (non si inventa quello che non c’è), facile da tarare e rapporto qualità prezzo imbattibile.
Behringer Composer Tube
Come il fratellino DSP facile da tarare e comunque di prezzo abbordabile (circa 310 Euro), ha il suono caldo classico delle valvole ed un’ottima fedeltà. Anche qui gli ingegneri tedeschi hanno comunque inserito una gradevole massimizzazione del suono (ormai non se ne può fare a meno), adatto a formati jazz, blues, classica ma comunque gradevolissimo anche sul pop-rock e persino sulla dance se si ha orecchio per apprezzarlo. Per intenditori no-fracassoni.
Behringer Ultra Dyne DSP 9024
Per i fans del full-digital un multibanda a prezzo popolarissimo (circa 260 Euro), è un 6 bande con gate, AGC, compressore e limiter con infinite configurazioni possibili e massimizzazione di suono molto potente, campiona fino ad un max di 48 Khz, i progettisti tedeschi hanno inserito le funzioni “virtuoso” di grande spettacolarità sonora e per i puristi la “tube” che emula le armoniche gradevoli del suono valvolare limando gli inevitabili artefatti sulle alte frequenze di questo tipo di apparati, molto versatile ma deve essere tarato da tecnico competente per ottimizzarne le prestazioni nell’uso broadcast
L’apparato ad oggi (2009) non è più in produzione ma se ne trovano comunque molti di usati, principali difetti a mio parere sono la fragilità della eprom che brucia regolarmente quando l’apparato rimane acceso 24 su 24 per molto tempo ed un audio non eccelso piuttosto “granuloso” soprattutto sulla voce. Esistono alcuni preset messi a punto da tecnici olandesi appositamente per uso broadcast del 9024 con emulazione dei celebrati or e om, ma al riguardo qualche dubbio è d’obbligo, comunque la qualità e pulizia del Composer sono assolutamente superiori.
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BEHRINGER COMPOSER PRO: NOTE PER LA TARATURA
Alcuni consigli per una taratura ottimale del processore Behringer Composer in aiuto ai molti nostri iscritti che hanno acquistato l’apparato per l’uso radio.
Per avere un “brickwall” sicuro e non superare i 75 + 75 Khz soprattutto con le prime versioni 2100 e 2200 occorre una taratura della precompressione (attack e release) che aiuti il clipper che in alcuni casi su transienti molto forti può andare in crisi (difetto comunque comune anche a blasonati e costosi apparati analoghi), questo per un possibile ritardo di intervento del circuito interattivo in determinate condizioni estreme di inviluppo audio.
Non è opportuno usare il tasto “auto” ma occorre impostare manualmente attack a circa 1 ms e relase al minimo 0.05 (tutto ruotato a sin.) impostando un ratio tra 4 e 5 con soglia di intervento del compressore treshold di circa 6 dB più bassa della soglia di intervento del clipper (peak limiter). Questo si può verificare praticamente alzando piano e progressivamente il volume di ingresso dal mixer o da altro apparato precedente al composer facendo si che si accendano 2 led rossi (gain reduction) prima del led treshold del peak limiter che indica l’entrata in funzione del clipper, aggiustamento possibile tramite la regolazione del potenziometro output che stabilisce l’ampiezza del segnale precompresso all’ingresso del clipper.
Con questo tipo di taratura si dovrebbe senz’altro rispettare la deviazione max consentita semprechè successivamente non sussistano variazioni dinamiche dell’inviluppo audio dovute a circuiti BF aggiuntivi frequentemente inseriti negli encoder MPX e nei TX, o disturbi impulsivi nella tratta di trasferimento piuttosto frequenti nei ricevitori di ponte radio operanti in postazioni comuni molto affollate.
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CLIPPER COMPOSITI MPX
Sono circuiti che lavorano sul segnale composito mpx prima dell’ingresso del modulatore invece che separatamente sui canali stereo L R, bloccano con efficacia la modulazione a 75+75 (se tarati bene…) aggiungendo inoltre molto loudness, a volte se si esagera a prezzo di una certa distorsione ma per chi vuole fare più fracasso dei “frontisti” sono l’ideale.
Alcune circuitazioni possono causare problemi di crosstalk e contaminazione delle sottoportanti se si “spinge” il clipping a livelli elevati ma altri sono perfetti, non facili da trovare come apparato a se stante ma più frequentemente inseriti in uscita ad encoder mpx o all’ingresso dei Tx, un buon apparato stand-alone dal prezzo accessibile e nome tonante era prodotto fino a poco tempo addietro da una nota ditta bolognese.
Usando i clipper si possono ottenere buoni risultati con poca spesa con una catena audio di questo tipo:
1) leveler lento (o un AGC software nel PC di regia) seguito da
2) enancer, es. Berhinger Ultrafex, Sonic Maximizer o similari (bass boost + surround + exciter).
3) compressore-limitatore (non sempre strettamente necessario)
4) * clipper L+R (solo se non si usa un clipper mpx dopo l’encoder)
5) encoder stereo mpx
6) * clipper composito separato o incluso sull’uscita encoder (in qst caso non serve clipper L+R)
per settare il tutto a dovere e personalizzare il suono serve una buona conoscenza dei processi audio e broadcasting, smanettando a caso il disastro è quasi assicurato visti i molti parametri modificabili degli apparati sopracitati, facendo le cose per bene si può invece ottenere un audio di ottimo impatto e soprattutto diverso e riconoscibile dallo standard dei 2 noti apparati universalmente usati dai networks e da coloro che non vogliono esser da meno.
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PROCESSORI SOFTWARE
Come detto in precedenza quasi tutti gli attuali processori multibanda sono gestiti da software molto simili tra di loro, allora perchè non utilizzare un processore installato su PC, sia come plug-in del programma di automazione che usate o su una macchina dedicata? La macchina dedicata è a mio parere la soluzione migliore per vari motivi, non ultimo che tutta la stazione compresa la diretta da studio usufruiranno del processo audio. La soluzione plug-in sulla stessa macchina è ovviamente buona solo per emittenti gestite totalmente da computer senza diretta, ma carica il processore del PC di stazione che deve avere maggior potenza.
Links da dove scaricare programmi-processore demo e freeware:
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PROCESSORI SOFTWARE: MBL4 broadcast
Ottimo, configurabilissimo e versatile con tutta una serie di preset a seconda del formato della vostra radio. Le malelingue dicono che molti suoi cloni stanno nella “panza” di blasonati e costosi processori (mah!…… sarà vero?). Richiede un processore Intel o AMD almeno a 600Mhz, ma oggi non è più un problema: se lo avete in giro che non serve potete installare il demo scaricabile dal sito che fa un “buchetto” ogni 2 minuti fino a che non lo registrate pagando miseri 99 $. Gira anche su macchina dedicata essendo un programma completo e non un plug-in. Insomma, una soluzione da provare.
http://www.burnill.co.uk
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PROCESSORI SOFTWARE: RADUGA AGC-LIMITER
Presentiamo in questa occasione un processore audio software davvero interessante concepito per l’uso radiofonico.
Si tratta di un plug-in directX nato per Raduga, ma funziona anche con Zararadio ed in genere con tutti i programmi di automazione che supportano plug-in directX.
Si tratta di un AGC-Limiter, in grado di mantenere costante il livello dell’audio in uscita dal PC a prescindere dal volume del file suonato e degli eventuali sbalzi, nonchè di impostare una soglia di volume massimo da non superare garantita da un clipper digitale che mantiene però un’ottima dinamica musicale.

Il processore è configurabile in tutti i parametri fondamentali e, se ben tarato, svolge davvero un ottimo lavoro. L’algoritmo è di qualità ed il suono restituito è pieno e ben presente e non supera mai il livello di modulazione impostato, tanto da sostituire degnamente il processore di messa in onda se non fosse che ovviamente non interviene sulle altre fonti audio oltre al PC, comunque rende vita facile al processore di messa in onda per la limitazione dei picchi e rimedia al meglio se questo non ha un AGC efficace o ben settato.
Provarlo non costa nulla: il demo si scarica gratuitamente ed il costo della versione registrata è di soli 70 euro.
Questi i settaggi consigliati:
Treshold: 15
Amount: 8
Attack: 2
Decay: 2
Soglia limiter: dipende dalla sensibilità dell’ingresso
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