A cura di Danilo Maddalon (articolo del 2011)
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Apriamo un nuovo argomento di sicuro interesse per molte emittenti radiofoniche, quello della ottimizzazione del proprio sistema radiante.
Le emittenti più organizzate e con maggior disponibilità finanziaria hanno già da tempo affrontato questo problema nel migliore dei modi e non è quindi a loro che sono rivolte queste righe, ma ho potuto constatare che non sempre è così.
Ho maturato la convinzione dell’utilità di questo argomento durante i contatti telefonici con molte radio associate al CONNA per i motivi che tutti conosciamo e che hanno creato una forte aggregazione di emittenti sulle posizioni della nostra Associazione.
In svariate circostanze parlando da tecnico e da collega il discorso si è spostato su argomentazioni di carattere tecnico, e qui mi sono reso conto che molte emittenti trasmettono tuttora con sistemi radianti inadatti a fornire un buon campo utile di ricezione nelle zone di utenza. A volte pochi accorgimenti potrebbero migliorare di gran lunga il segnale ricevuto e anche raddoppiarlo, senza aumentare di 1 solo Watt la potenza gli apparati.
Qui il discorso si allarga poichè queste ottimizzazioni potevano essere fatte “liberamente” solo antecedentemente il 1990 prima delle richieste di concessione. Ora, invece, il miglioramento delle situazioni di fatto si lega ad autorizzazione degli Ispettorati Territoriali in risposta ad istanze di ottimizzazione sulla base della legge 122/1998. Questa è l’unica strada per cambiare profondamente il sistema radiante (passare da dipoli a direttive o pannelli, aumentare il numero degli elementi, ecc.) o il suo orientamento, beninteso che poi, avuta l’autorizzazione sulla base di un progetto tecnico, la stessa è sempre provvisoria e diventa definitiva solo dopo 60 gg in mancanza di lamentate interferenze da parte di altre emittenti.
Questo nel caso convenga cambiare radicalmente il sistema radiante. Se avete dubbi in proposito potete sottoporci l’attuale sistema che state utilizzando: valuteremo con voi se effettivamente vale la pena presentare una istanza di ottimizzazione e accollarsi la spesa per l’acquisto di nuove antenne.
Le reti nazionali e le superstation hanno al loro servizio efficienti (e ben pagati) staff tecnico-amministrativi che percorrono da tempo queste strade senza badare a spese e i risultati sono sotto i nostri occhi: tutte le frequenze acquistate dai network, che quando erano gestite dai precedenti proprietari annaspavano tra interferenze e buchi di copertura, improvvisamente si trasformano in potentissimi segnali di copertura regionale e oltre!
Gli esempi appena citati fanno ovviamente infuriare le emittenti locali soprattutto quelle con meno potenzialità economiche che, alle prese con mille problemi, non possono permettersi il lusso di interpellare questi costosi servizi professionali.
Il CONNA tra i vari servizi ed iniziative in favore delle emittenti locali associate si propone di aiutarle anche dal punto di vista tecnico, per permetter loro di migliorare il loro segnale senza spendere cifre proibitive.
E qui viene la parte più interessante. Molte situazioni possono essere decisamente migliorate senza richieste di autorizzazioni agli Ispettorati e spendendo poche migliaia di lire (o qualche decina di euro), soprattutto per chi utilizza antenne a dipolo o yagi a 2 elementi in situazioni non appropriate. Non è un miracolo ne’ un trucco, ma forse entrambi. Cito l’esempio di una emittente pugliese associata al CONNA che trasmette da un centro abitato situato in una valle con 30 W e un sistema radiante composto da 2 dipoli collineari. Con questo impianto ovviamente il segnale utile è già limitato (circa 60 w ERP se non ci sono perdite aggiuntive!), ma la situazione è ulteriormente peggiorata da quando,per evitare interferenze con un canale TV RAI, questa radio ha spostato la sua antenna (previa autorizzazione del locale Ispettorato) da un palazzo nel centro abitato al versante di una collina a circa 2 o 3 Km dal centro stesso. Ora io non ho approfondito le motivazioni per le quali l’Ispettorato non ha consentito loro di cambiare il sistema radiante (o forse non è stato richiesto), ma il risultato è comunque che, venuto a mancare l’effetto di prossimità dovuto alla precedente postazione nel centro abitato, l’emittente si è ritrovata a trasmettere con 30 W e 2 dipoli e un segnale decisamente insufficiente dalla nuova postazione. A ciò si aggiunge la beffa: metà del già misero segnale viene disperso sul versante della sopracitata collina per la gioia delle pecorelle al pascolo e degli scoiattoli che non disponendo di nessun tipo di ricevitore FM non sanno davvero che farsene.
Ho citato questo esempio perchè mi è parso particolarmente calzante ma ce ne sarebbero molti altri. In questo caso con poche migliaia di lire e non variando assolutamente nulla dell’attuale impianto si potrebbe all’incirca raddoppiare il segnale sul centro abitato fornendo una marcata direttività al sistema radiante tramite una semplice struttura passiva sul palo di sostegno, struttura che non ha bisogno di autorizzazione non facendo parte del sistema radiante (ne’ più ne’ meno dei tiranti o del palo per esempio) ma che comunque lo influenza passivamente in modo radicale.
Di più non voglio dire trattandosi di un argomento interpretabile, ma aggiungo che ho sperimentato questo accorgimento in più di una occasione con risultati sorprendenti. Se pensate di poterne trarre un vantaggio interpellate il CONNA, come pure se vorrete essere assistiti per presentare una istanza e un progetto tecnico per cambiare più radicalmente il sistema di antenna, qualora se ne rivelasse la convenienza.
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Mi ricollego all’articolo “4 gatti” pubblicato sul recente Nuove Antenne di dicembre 2005 che ha suscitato un certo scalpore tra gli addetti, anche se mi pare di aver descritto una situazione talmente evidente che è quasi la scoperta dell’acqua calda.
Nell’articolo si evidenzia lo strapotere tecnico e non solo di reti nazionali e radio multiregionali, tale da rivelarsi distruttivo alla distanza per le radio locali medio piccole. Le grosse emittenti ottimizzano incredibilmente i propri segnali usufruendo a piene mani della legge 122/1998 e accordandosi tra loro, ma (non dimentichiamolo) anche curando in tutti i possibili dettagli tecnici i sistemi radianti, questo per restare a quanto legittimamente consentito. Inutile polemizzare su altro (telecontrolli che alzano le potenze a piacimento, ecc.) poichè nulla comunque cambierebbe.
Le migliorie di segnale risultano sempre difficoltose per le radio medio piccole. La penuria di impianti sui quali basare accordi di compatibilizzazione e mancanza di efficace monitorizzazione dei segnali non aiutano, ma non nascondiamolo contribuiscono allo stato di fatto anche striscianti lassismo e rassegnazione.
Importante è sapere che si possono ottenere notevoli miglioramenti di segnale anche rimanendo a quanto censito nelle schede senza ricorrere alle costose ed incerte istanze di ottimizzazione ai sensi della legge 122/1998.
Nelle consulenze ho constatato che alcune radio trasmettono con antenne davvero inefficaci o sistemate in modo pessimo. Sono pochi a preoccuparsi della reale efficienza del sistema radiante influenzata di molto della miglior collocazione rispetto ad ostacoli, a strutture di sostegno e antenne adiacenti. Sono altrettanto importanti la distanza dal traliccio, degli elementi tra loro, le fasi e altri parametri che non sto ad elencare, ma che possono migliorare di molto l’efficienza di un’antenna.
Il CONNA anche in questo si propone di aiutare le emittenti associate consigliandole per il meglio su come migliorare il proprio segnale visto che i soggetti forti dell’FM non sono stati certo finora con le mani in mano.
Il cosiddetto “tecnico di fiducia” troppo spesso non ritiene il caso di dare questi suggerimenti perchè potrebbero andare a scapito di un cliente economicamente più importante o nell’ipotesi migliore per non aggiungere altre spese non strettamente necessarie.
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La legge 122/1998 come si sa ha introdotto il concetto di ottimizzazione/razionalizzazione dei sistemi radianti censiti nel 1990, insomma dall’entrata in vigore della stessa si possono presentare agli Ispettorati Territoriali istanze per autorizzare progetti tecnici di modifiche a condizioni della non interferenzialità verso terzi e altre che per brevità non cito.
Il che appare assolutamente positivo se non fosse che nel caotico etere italico chi ne approfittò ampiamente furono i soliti noti cioè i grandi editori nazionali e multiregionali i quali beneficiando di potenti strutture tecniche e risorse precluse alle locali hanno modificato tutto il possibile per migliorare le loro coperture.
Note dolenti sono che spesso questi miglioramenti di copertura sono avvenuti a scapito di emittenti locali che a volte neppure si sono accorte delle modifiche (o tardivamente) oppure consapevoli non hanno avuto possibilità economica o capacità di motivare validamente le opposizioni (le misure purtroppo costano…)
Oggi alla situazione non rosea dei bacini di ascolto erosi per le emittenti locali si aggiunge una crisi economica devastante con conseguente taglio drastico dei ricavi il che non consente certo di esporsi in spese rilevanti.
Più che mai allora torna attuale il discorso delle ottimizzazioni le quali costano poco e danno risultati spesso insperati, purtroppo ancora molte emittenti locali utilizzano antenne poco efficienti o addirittura strutture e guadagni inferiori a quanto dichiarato in scheda, in molte occasioni si sono ottenuti buoni miglioramenti semplicemente interpretando meglio i parametri censiti senza necessità di presentare istanze di ottimizzazione/razionalizzazione oppure applicando gli artifici abitualmente usati dalle strutture tecniche dei networks.
Qualora si pensi alla necessità di un progetto tecnico per ottimizzare l’impianto tramite istanza all’Ispettorato Territoriale competente potete contattarmi per approfondire il vs caso al consueto orario della consulenza telefonica per gli associati al CONNA, 0434 366366 h 20, oppure scrivere a info@conna.it
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