Archivio anni 2002-2003
Si espande il fenomeno delle Tv di strada in tutto il Paese: l’esigenza dei cittadini di comunicare non può essere repressa da nessuna legge, liberticida o anticostituzionale che sia.
Di seguito i nostri commenti apparsi nelle “Ultimissime” dei giorni scorsi.
12 gennaio 2003
COMUNICATO
Ieri è stato trasmesso e rilanciato dalle agenzie di informazione il comunicato di cui trascriviamo il testo.
Durante la trasmissione del programma Tv7 andata in onda ieri sera sulla prima rete Rai, il ministro Maurizio Gasparri ha affermato a proposito del fenomeno delle “Tv di strada” come OrfeoTv di Bologna, che le televisioni prive di concessione saranno disattivate.
E’ il caso di ricordare che in Italia concessioni non ne sono mai state rilasciate a nessuno perché la stessa legge Mammì 223/90 lo impediva all’articolo 34: “Le concessioni previste nella presente legge possono essere rilasciate solo dopo l’approvazione del piano di assegnazione”.
Piano “regolatore” dell’etere che non fu mai realizzato.
Ciò che venne consegnata alle singole emittenti nel 1994 fu una semplice carta di riconoscimento (illegale) per continuare a trasmettere a pagamento nel caos più totale delle frequenze.
“Concessioni”truffa quindi, come bene le ha definite l’illustre penalista Nino Marazzita in un articolo pubblicato sul periodico Nuove Antenne nel numero di dicembre.
Parlare di disattivazione dei non concessionari, significa quindi da parte del ministro far riferimento a tutte indistintamente le emittenti radiofoniche e televisive.
C’è da domandarsi se il ministro ritiene praticabile la soluzione di dar luogo ad un oscuramento generale.
Conna, Coordinamento nazionale Nuove Antenne”.
02 dicembre 2002
LA VENDETTA
Avevamo annunciato il prossimo dilagare di microstazioni televisive e anche radiofoniche dotate di piccolissima potenza in grado di coprire l’area di un intero quartiere utilizzando una delle tante nicchie di frequenza libere. ORFEOTV di Bologna di cui abbiamo dato a suo tempo notizia continua a trasmettere in attesa di un possibile atto di forza da parte dell’ispettorato delle comunicazioni locali, sicura di non aver compiuto abusi di sorta né violazioni della Carta costituzionale.
Vorrà tentare il Ministero delle comunicazioni di giocare la carta della disattivazione ben sapendo che nessun giudice nel nostro paese se la sentirà di condannare chi utilizza un bene dello stato senza dar fastidio a nessuno e per giunta mediante un microapparato di fronte al quale l’articolo 30 della 223/90 appare ridicolmente sproporzionato?
E’ la vendetta delle locali signori, ostacolate, represse, gravate di oneri impossibili da assolvere, dalle leggi 66, costrette a chiudere le trasmissioni, o a svendersi. Da quanti anni il Conna sostiene che l’emittenza locale non è sostituibile dalle finanziarie multiregionali (specie in campo radiofonico) estranee al territorio perché locali non sono, in perenne concorrenza con le reti nazionali?
Quanti parlavano di “dignità di impresa” e lamentavano l’eccessiva polverizzazione ora avranno pane per i loro denti.
Potranno ancora definire “Priva di dignità “TELEFABBRICA” (canale 31) che da ieri ha aperto le trasmissioni a Termini Imerese e tutte le altre che si apprestano a iniziare le trasmissioni a Napoli, Milano, Palermo, Padova Genova, Firenze e in tanti altri in piccoli centri di cui non siamo ancora autorizzati a fare il nome?
Invece di accaparrarsi l’intero piatto informativo, non era meglio guardare un centimetro al di là del proprio naso e capire l’impossibilità sulla distanza di mettere il bavaglio all’intero paese, accentrando in poche mani i moderni mezzi di comunicazione come è avvenuto per tanti anni nel mondo della carta stampata?
15 dicembre 2002
FINESTRA E PORTA
Grandiosa assemblea ieri sabato a Bologna organizzata da Telestreet, l’organizzazione delle “Tv di strada” nata dall’esperienza di Orfeo Tv animata da Giancarlo Vitali Ambrogio che fa parte di un gruppo di intellettuali dalle idee molto chiare sui diritti sanciti dalla Costituzione repubblicana.
Immaginate uno spazio cinema che oltre ad avere tutte le poltroncine occupate vedeva gruppi di giovani seduti uno sull’altro tanto lo spazio era insufficiente: sembrava di essere ritornati agli Anni settanta-ottanta per partecipazione ed entusiasmo alle manifestazioni dl piazza del Conna.
Era presente anche la nostra associazione e tutti coloro che fino ad oggi hanno avuto esperienze televisive come “Spegnila Tv”, “Hub-Tv”, “Candida Tv” e Telefabbrica, la “Tv di strada” che a buon diritto è definibile la televisione delle maestranze di Termini Imerese in lotta per salvare il loro impiego (tra l’altro fra gli operatori di Telefabbrica c’è un tecnico della Fiat ed il figlio di un lavoratore) chiusa dopo appena tre giorni dall’inizio delle trasmissioni.
Presenti in sala giornalisti e note figure Rai, dopo la prima sessione dei lavori coordinata da Vitali che ha raccontato in particolare l’esperienza di Orfeo Tv – tutt’ora funzionante – nelle successive sono stati affrontati tutti i problemi connessi alla libertà di espressione, alla congerie di leggi penose e in buona parte incostituzionali che (s)governano il settore, alla tecnica migliore di trasmissione da adottare in funzione dell’economicità e dei risultati che non devono ledere gli interessi commerciali di nessuno, né creare turbative radioelettriche di sorta. In serata “Tavola rotonda” con Stefano Balassone, Michele Santoro, Stefano Benni, coordinati da Stefano Bonaga.
Si sta verificando in sostanza ciò che avevamo da tempo previsto: la libertà di espressione non può essere compressa in un paese democratico al punto da lasciare in due mani oltre il 95 per cento dei mezzi di diffusione di massa.
La prima linea delle televisioni comunitarie e commerciali costrette a svendersi o per tutta una serie di tranelli economici e burocratici destinate a scomparire sta rinascendo, e le emittenti sopravvissute prossime ad essere “impallinate” da una selezione che non perdona, hanno tutto da guadagnare dalle “Tv di strada” che accendono loro la speranza di continuare ad esistere.
Il Conna, durante la seduta di una delle tante commissioni ministeriali cui partecipa in posizione da sempre isolata (ben vengano certi isolamenti da chi della libertà fa commercio!) disse al presidente, presenti il ministro e il sottosegretario del momento: “Voi state gettando le emittenti locali dalla finestra, sappiate che esse rientreranno dalla porta e a testa alta perché nel cittadino è insopprimibile la necessità di essere informato, senza censure e manipolazioni condite da lustrini e specchietti”. La giornata di ieri non lascia dubbi che il fenomeno sia in atto.
ARANCE DI STAGIONE
Che la legge Mammì e le sue “degne” emanazioni (leggasi 66/2001) fossero uno schiaffo alla Costituzione italiana lo si è sempre saputo.
Prendiamo spunto da un legittimo sfogo di un titolare di radio che non ha voluto coraggiosamente ottemperare alle disposizioni di legge che impongono l’assunzione di dipendenti e la trasformazione forzata delle ditte individuali in società di capitali. Il nostro collega è infatti fortemente preoccupato per il futuro della sua attività che permette alla propria famiglia di vivere, al punto tale da chiederci ironicamente di portargli le arance nel caso in cui fosse gli venisse tolta la libertà. Rassicuriamo il nostro amico e compagno di lotta.
Siamo convinti che Gaspare e i suoi compari non si azzarderanno a toccare coloro che si trovano nelle condizioni costruite con cinismo ed “efferata” determinazione dai legislatori appositamente per far fuori le voci indipendenti locali e per fare tabula rasa del diritto fondamentale dei cittadini a comunicare.
L’esigenza di far viaggiare il proprio pensiero, la cultura e le tradizioni locali che hanno consentito alla nascita e all’affermazione delle decine e decine di realtà televisive indipendenti note al pubblico come Telestreet, dopo che centinaia di piccole tv locali hanno dovuto gettare la spugna per obblighi impossibili da sostenere, è un fatto inarrestabile: nessuna legge potrà mai imbavagliare la comunicazione perchè la Carta Costituzionale dello Stato italiano la garantisce!
Crediamo che sia invece più ragionevole pensare che coloro che hanno violato la Legge delle Leggi per trarne vantaggi per se’ e per i propri “protetti” siano i candidati più accreditati a trascorrere un lungo periodo a spese degli italiani nel luogo di villeggiatura che meritano. Ma non dovranno preoccuparsi. Andremo a far loro visita, di tanto in tanto, soprattutto nei mesi invernali…. quando si trovano le arance di stagione.
Comunicati del CO.N.N.A. a sostegno di Telefabbrica
FIAT: CONNA PROTESTA PER CHIUSURA TELEFABBRICA A TERMINI
OSCURATA LA STREET TV GESTITA DAGLI OPERAI DELLO STABILIMENTO
Roma, 5 dic. (Adnkronos) – Il presidente del Comitato Nuove
Antenne (Conna) protesta duramente contro la chiusura, avvenuta ieri, di
Telefabbrica, la street tv che operava a Termini Imerese gestita dagli
operai della Fiat. ”Il microapparato di trasmissione di cui si valeva
Telefabbrica -spiega Albanese- era di potenza pressoche’ identica a
quella degli walkye talky di libera vendita anche nelle cartolerie,
sufficiente pero’ a coprire l’area di un quartiere, e soprattutto era la
voce del Comitato di lotta”.
”Polizia e ministero delle Comunicazioni -afferma Albanese- sono
intervenuti in forze, ma troveranno un giudice disposto a dar ragione a
chi vuole che neppure un millimetro del potere informativo venga
sottratto alle note mani che lo posseggono quasi interamente?
Oltre tutto Telefabbrica non ledeva gli interessi di nessuno, ne’, data
la micropotenza arrecava disturbi di sorta”. (segue)
(Nex/Gs/Adnkronos)
05-DIC-02 13:16
FIAT: CONNA PROTESTA PER CHIUSURA TELEFABBRICA A TERMINI (2)
(Adnkronos) – ”Per anni -prosegue Albanese- hanno tartassato le
emittenti locali, coprendole di oneri insostenibili; le hanno
praticamente distrutte o costrette alla svendita per appropriarsi delle
loro frequenze e metterle al servizio di pochi individui, riuscendo ad
espropriare il territorio di tante voci che specie in occasione di
calamita’ naturali hanno una funzione di alta rilevanza sociale. Ora le
‘emittenti di strada’, con la capofila Orfeo Tv di Bologna, si prendono
la rivincita occupando le nicchie di frequenza rimaste libere e lo
spazio culturale che compete loro rimasto inusato. Il Conna, alla
naturale solidarieta’ alle maestranze della Fiat in lotta, aggiunge
tutto il sostegno possibile, anche sotto forma di consigli di carattere
legale (dovuti a 27 anni di attivita’ ininterrotta) al gruppo di
coraggiosi che hanno dato vita a libere voci”, conclude Albanese.
(Inf/Gs/Adnkronos)
05-DIC-02 13:17
FIAT: CHIUSA TELEFABBRICA A TERMINI, SOLIDARIETA’ DEL CONNA
IL COORDINAMENTO NUOVE ANTENNE OFFRE CONSIGLI LEGALI
(ANSA) – ROMA, 5 DIC – ”Tutto il sostegno possibile, anche sotto
forma di consigli a carattere legale” per gli operai gestori di
Telefabbrica. Ad offrirlo e’ il Coordinamento Nuove Antenne (Conna), che
protesta contro la repentina chiusura della piccola Tv street nata solo
alcuni giorni fa a Termini Imerese per dare informazioni sulla vertenza
in corso nello stabilimento Fiat.
”Il microapparato di trasmissione di cui si avvaleva Telefabbrica –
sottolinea il presidente del Conna Mario Albanesi – era di potenza
pressoche’ identica a quella dei walkye talkye di libera vendita anche
nelle cartolerie, sufficiente pero’ a coprire l’area di un quartiere”.
Polizia e ministero delle comunicazioni, continua, ”sono intervenuti
in forze, ma troveranno un giudice disposto a dar ragione a chi vuole
che neppure un millimetro del potere informativo venga sottratto alle
note mani che lo posseggono quasi interamente? ”,
Oltretutto, secondo Albanesi, Telefabbrica ”non ledeva gli interessi
di nessuno, ne’, data la micropotenza, arrecava disturbi di sorta”. Per
questo, conclude il presidente del coordinamento, ”il Conna, alla
naturale solidarieta’ alle maestranze della Fiat in lotta, aggiunge
tutto il sostegno possibile, anche sotto forma di consigli di carattere
legale dovuti a 27 anni di attivita’ ininterrotta al gruppo di
coraggioso che hanno dato vita a libere voci”.(ANSA).
LB
05-DIC-02 11:54 FIAT. A TERMINI CHIUDE ANCHE “TELEFABBRICA”
LA POLIZIA POSTALE BLOCCA LA “TV DI QUARTIERE” DEGLI OPERAI
(DIRE)- ROMA- A TERMINI IMERESE CHIUDE ANCHE “TELEFABBRICA”, LA PICCOLA EMITTENTE GESTITA DAGLI OPERAI DELLA FIAT. UN MICROAPPARATO DI TRASMISSIONE, CON POTENZE PRESSOCHE’ IDENTICHE A QUELLE DEI NORMALI WALKYE TALKYE, RIUSCIVA A COPRIRE UN’AREA CORRISPONDENTE AL QUARTIERE DI UNA CITTA’.
“POLIZIA E MINISTERO DELE COMUNICAZIONI- SPIEGA IL CONNA, COORDINAMENTO NAZIONALE NUOVE ANTENNE, L’ASSOCIAZIONE DELLE EMITTENTI LOCALI- SONO INTERVENUTI IN FORZE, MA TROVERANNO- SI CHIEDE IL CONNA- UN GIUDICE DISPOSTO A DAR RAGIONE A CHI VUOLE CHE NEPPURE UN MILLIMETRO DEL POTERE INFORMATIVO VENGA SOTTRATTO ALLE NOTE MANI CHE LO POSSEGGONO QUASI INTERAMENTE?”. OLTRE TUTTO- INSISTE MARIO ALBANESI, PRESIDENTE DEL CONNA- “‘TELEFABBRICA’ NON LEDEVA GLI INTERESSI DI NESSUNO NE’, DATA LA MICROPOTENZA, ARRECAVA DISTURBI DI SORTA”.
IL CONNA, “ALLA NATURALE SOLIDARIETA’ ALLE MAESTRANZE DELLA FIAT IN LOTTA, AGGIUNGE TUTTO IL SOSTEGNO POSSIBILE, ANCHE SOTTO FORMA DI CONSIGLI LEGALI DOVUTI A 27 ANNI DI ATTIVITA’ ININTERROTTA A SOSTEGNO DEL GRUPPO DI CORAGGIOSI CHE HANNO DATO VITA A LIBERE VOCI”.
(REA/ DIRE)
11:38 05-12-02
Share this content: