Aprile 2010

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Aggiornato al 27/08/10 08.35

23 aprile 2010 
LA PAGLIACCIATA
Giunti alla fine di una vicenda che per mesi ha oppresso le radio locali per una incauta delibera di quella autorità presieduta da Corrado Calabrò il cui operato non lo criticheremo mai abbastanza,  rispondiamo ad una domanda che ci è stata rivolta insistentemente: valeva la pena  rivolgere domanda per essere abilitati a diventare nientepopodimeno "fornitori di contenuti" in digitale?
Già questa altisonante definizione, sproporzionata per una piccola radio di paese fa sorridere, ma è il resto che non sta in piedi da qualsiasi parte lo si esamini. Se avessimo rappresentato omogeneamente l'intera categoria non avremmo avuto esitazioni di sorta: la "delibera" l'avremmo rispedita al mittente con tanti saluti, ma stante il frazionamento della radiofonia come poteva il Conna assumersi la responsabilità di consigliare di non presentare la domanda?
Tuttavia la migliore risposta ad un nostro iscritto l'ha data un elemento del Conna che oltre a far parte dell'associazione è il responsabile di una associazione radiofonica che ha deciso di non presentare nessuna richiesta: una scelta coraggiosa che non fa una grinza. 

...il digitale radiofonico è una pagliacciata e difficilmente gli ascoltatori sentiranno la necessità di acquistare ricevitori Dab, che sono costosi,  consumano e non ricevono nulla indoor (leggere sotto cliccando sui link come è finita in UK dove c'è una preparazione ben più avanzata della nostra). Sappiamo benissimo che circolano voci terroristiche messe in giro ad arte da chi ha interessi a far svenare (e fallire) le radio locali o a concludere affari vendendo apparati o ad affittarli.
L'esca infilata sull'amo per gli "autorizzati" (ora non li chiamano più "Concessionari" stante l'altra pagliacciata delle concessioni fasulle)  è l'esenzione dalle spese di istruttoria, la trappola però è nell'obbligo di iniziare a trasmettere per nessuno (cioè per nessuno in grado di ascoltare) entro 2 anni. Da considerare che Raiway e altri operatori di rete chiedono da 2000 a 3500 euro al mese...!!
In tempi successivi quando (se mai...) si diffondessero i ricevitori, la domanda la si potrà sempre inoltrare con procedura ordinaria pagando appena le spese di istruttoria.
Da leggere bene la "delibera":  la domanda di fornitore di contenuti digitali possono presentarla illustri sconosciuti anche estranei al mondo radiofonico  residenti in UE che autocertifichino i requisiti; inoltre, gli autorizzati in analogico possono inoltrare domanda entro il 24 aprile 2010 solo per il bacino attualmente irradiato in analogico.
Allora, per quale motivo un consumato radiofonico dovrebbe chiedere ora, con il cappello in mano, ciò che un bulgaro o un polacco possono ottenere  sotto forma di bacini fino a 15 milioni  di abitanti?
Sempre che dovessero diffondersi i ricevitori , non sarebbe più conveniente costituire una associazione e chiedere bacini non coperti in analogico? Questo perlomeno avrebbe un senso.
Molte emittenti la mia compresa non hanno presentato nessuna domanda e la cosa non avrà conseguenze di nessun genere: esse hanno evitato ricatti per pagamento di canoni (non dovuti!!), parassitismi burocratici vari,  e soprattutto non dovranno entro 2 anni trasmettere in Dab a 3000 euro al mese.
Per avere conferma di quanto detto, vale leggere mediante i link che portano in direzione di www.newslinet.it , quanto ha scritto l'ingegnere capo  di Suono Telecom, un tecnico che produce  apparati Dab e che avrebbe il massimo interesse a venderli, ma che a differenza di altri ha assunto un comportamento responsabile e onesto nei suoi giudizi.

http://www.newslinet.it/notizie/radio-digitale-l-fm-analogica-sta-tramontando

http://www.newslinet.it/notizie/radio-digitale-europa-aperta-alla-banda-iii-ma-sul-mollare-la-fm-analogica-tutti-sono-d-acco


21 aprile 2010 
INDOOR
Il giornale telematico www.newslinet.it ha pubblicato un interessante articolo a firma Massimo Lualdi visibile a questo indirizzo.

http://www.newslinet.it/notizie/radio-digitale-europa-aperta-alla-banda-iii-ma-sul-mollare-la-fm-analogica-tutti-sono-d-acco
E' la migliore risposta alle numerose comunicazioni che abbiamo ricevuto in questi giorni (per email, telefono o lettera postale) che mostravano perplessità sul digitale radiofonico e ponevano una domanda principale: il digitale televisivo non ha insegnato nulla al vice ministro e all'autorità di Corrado Calabrò?
Purtroppo no, complice l'incapacità di alcune associazioni che distratte dagli affari hanno contribuito alla progressiva distruzione di radio e televisioni locali; anni e anni di fatiche, spese, impegni di ogni genere per assistere che la stessa Rai sta consigliando il grosso pubblico di far uso di un apposito decoder che permetterà di ricevere solo Rai, Mediaset e La7 mediante impianto satellitare. Tanto valeva, se il piano non fosse stato preordinato a tavolino per favorire le reti nazionali e polarizzare l'attenzione degli ascoltatori su di esse, orientarsi direttamente sulla trasmissione da satellite lasciando le cose come stavano in attesa di uno spontaneo ricambio tecnologico proìettato nel tempo (leggasi "l'indolore" passaggio Onde medie Fm, esempio più volte citato).
Per la radio le cose rischiano di peggiorare ulteriormente perché come riporta l'articolo di Lualdi la III banda è ricevibile con forti difficoltà all'interno (indoor) delle abitazioni ed è improbabile che l'ascoltatore medio abbia la pazienza di inseguire i segnali con l'antenna in mano.
Alla luce di queste considerazioni meglio si capiscono coloro che hanno deciso di non presentare nessun tipo di domanda rivendicando il loro buon diritto di continuare a trasmettere in banda Fm.


10 aprile 2010 
PRECISAZIONE
Rispondendo in questi giorni a decine di lettere di richiesta di domande relative alla delibera 664/09, nel verificare la posizione degli iscritti e nell'informare circa le modalità di iscrizione di nuove emittenti, abbiamo erroneamente comunicato che la quota associativa di appartenenza al Conna è di 50,50 euro anziché di 51,50.
Cogliamo l'occasione per dare una spiegazione a quanti (imprese di notevoli dimensioni) trovano troppo esigua una somma del genere pensando che solo disponendo di grandi capitali si possa esercitare una azione sindacale consistente. E' vero il contrario, la difesa da parte dei grandi sindacati nazionali dei lavoratori si è progressivamente attenuata proprio con il miglioramento del loro stato economico, con le  sedi lussuose e perfino in rapporto al tenore di vita dei singoli.
Anche in campo radio tv gli esempi di parassitismo cresciuto in rapporto allo sviluppo degli affari realizzati da alcune associazioni dovuti ad alte quote di iscrizione e ad una serie infinita di cause legali non mancano.
Chi ha continuato a resistere alle imposizioni della Siae e dei pretendenti dei "Diritti connessi"? Chi ha permesso la trasformazione in associazioni ad un passo dalla loro chiusura di tante ditte individuali decise dalla legge 66 iniqua e incostituzionale? Chi ha fatto inserire a suo tempo un emendamento che ha affrancato da canoni e cauzioni quanti avevano trasmettitori inferiori a 400 watt di potenza e manifestato in piazza tutte le volte che era necessario in un tempo in cui non si era ancora sviluppata l'azione nefasta di talune associazioni?
Si, 51,50 euro all'anno sono poca cosa, ma per una associazione non profit sono sufficienti - purché tutti assolvano al loro impegno - per dar luogo ad una difesa efficace di radio e televisioni locali come quella che svolgiamo da 35 anni.  Il direttivo del Conna da oltre 10 anni mantiene questa sua decisione di basso costo associativo e se in futuro ci saranno aumenti essi lo saranno sempre in misura accettabile.  Ovviamente, la scelta "politica" - lasciando libere le varie imprese di  sottoscrivere somme maggiori come spesso avviene - è stata presa per non mettere in difficoltà neppure le emittenti più piccole. Quelle che secondo il collega Rebecchini della Frt, non hanno "dignità" di impresa.
(Mario Albanesi)

06 aprile 2010 
DOMANDA DIGITALE
Come promesso, ma con un leggero ritardo, siamo in possesso della domanda onnicomprensiva di "..autorizzazione per la fornitura di programmi radiofonici numerici destinati alla diffusione in tecnica digitale su frequenze terrestri in ambito locale ai sensi dell'articolo 3 comma 12, 13 e 14 dell'allegato A della delibera dell'autorità n.664/09/cons del 20 novembre 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.298 del 23 dicembre 2009".
I nostri associati in regola con i versamenti annuali della quota sociale possono richiedere la modulistica con una semplice e-mail indirizzata ad autodifesa@conna.it  precisando se si tratta di radio commerciale o comunitaria.

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